Sono fissata col patetismo, per me molte cose sono patetiche. Probabilmente lo sono anch'io.
Ora, l'essere umano di genere maschile è, appunto, umano,
e, oltre ad arrogarsi il diritto di essere porco,
vuole arrogarsi anche il diritto di essere debole.
Ci sono donne che con la debolezza ci vanno a nozze,
che non resistono all'uomo puccipucci bisognoso di continue tenerezze,
più dipendente da loro di quanto non lo siano loro da lui.
è ovvio che lo stronzobastardosenzacuore non va bene, che con quello non ci si può far nulla.
Però troppa umanità mette a disagio. Almeno, mi ci mette a me, che per molti versi sono stata abituata al gelo affettivo.
Il mio Amico1, come forse avrò già detto, in fondo alla sua coscienza nutre la vaga speranza che io un giorno possa cedere al suo fascino-del-puccipucci, al suo essere un libro aperto, al suo modo di esporsi al fendente altrui.
E questo non succederà mai, perché, a mio avviso, il suo modo di essere, spesse volte, arriva a rasentare il patetico.
Oltretutto non sento nemmeno questa grande vicinanza simpatetica che lui attribuisce al nostro rapporto, arrivando a definirmi addirittura sua migliore amica.
Tanto per fare un esempio, un migliore amico non ti risponde con un laconico e velenoso "Ops!" quando tu gli esprimi la tua (eccessiva et scientificamente infondata) paranoia per un improbabilissimo stato interessante.
Questa me la sono gentilmente legata al dito.
Ok, lui è malato, anni fa era anche peggio, più aggressivo e impulsivo, però non mi venga a dire che ci capiamo, perché così non è mai stato.
Troppe volte ci parliamo addosso, troppe volte non ci rispondiamo in maniera pertinente, troppe volte ognuno pensa al suo e si limita a uno scarno *patpat* sulla spalla dell'altro/a.
Poi mi fa incazzare quando vuole impormi il suo punto di vista su persone che io un po' conosco e lui no.
Come se volesse seminare zizzania o spingermi a isolarmi ancora di più, come se lui la sapesse più lunga di tutti sugli esseri umani, e, necessariamente, la stima che nutro per determinate persone che lui, a pelle, detesta, fosse infondata e dettata dalla volontà di illudersi e di raccontarsela.
è troppo sensibile (alle sue cose, non certo alle mie), per i miei gusti, e anche un tantinello presuntuoso.
A volte sfocia nel volesco e nel trito sentimentalismo, molto spesso sembra che solo lui sia il depositario della Verità sull'Amore e sui rapporti umani,
e soprattutto non sopporto quando attacca con le sue digressioni musicali non richieste.
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