Cadono i neuroni, cade l'umore, cala la depressione (nel senso che discende come una nebbia, non che diminuisce).
Cerco rifugio in qualche romanzo, ma quando finisce mi prende male e vado in ansia per questo "abbandono".
è stupido, perché son cose inanimate, non sono persone vere, e la loro esistenza dipende solo dal mio encefalo,
sono projezioni mentali, che uno può rivivere in qualunque momento,
quindi volendo potrei rileggermi G&P in loop per tutta la vita.
Però ci resto male ugualmente.
Sarà grave, questo? Prendersi a cuore (melèinai) qualcosa che non esiste perché non c'è altro di cui prendersi cura, forse perché è la cosa più semplice, perché il libro è tutto lì e non c'è niente di più da sapere di ciò che trovi scritto.
Credo di aver fatto ventordici torti ad altrettante persone (o forse meno, così ciascuna si è beccata più torti insieme),
che ormai son cose che faccio abitualmente, per inerzia, meccanicamente,
perché altro non so fare.
Excrucior, non è che sto lì tranquilla e spensierata, ma da questo excruciari non viene fuori niente di costruttivo. è inutile.
Sono ugualmente bloccata su tutti i fronti né so da che parte rifarmi.
Giustificazioni accettabili nell'àmbito del patto sociale non ce ne sono.
Per cui, avvalendoci del rasojo di Ockham, arriviamo alla seguente conclusione:
chi scrive queste righe sconclusionate è malvagio e inaffidabile, privo delle più elementari qualità morali, quelle che ti danno in dotazione insieme al ciuccio e ai biscotti Plasmon quando ti tirano su.
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