Erano due anni esatti che non vedevo questo film (che vidi per l'ultima volta abbrancicata al mio mai abbastanza vituperato ècs) (e il cui dvd, rigorosamente masterizzato artigianalmente, ho peraltro dimenticato in quella sua fottuta magione) (né lui si premurò mai di rispedirmelo) (chissà come ha poi giustificato quella presenza estranea al suo onnipotente padre, visto che non mi era consentito sostare in casa sua).
In realtà non l'ho guardato totalmente per caso,
ma è stata una scelta ponderata e consapevole.
Innanzitutto dovevo esorcizzare una pellicola legata a ricordi poi rivelatisi infelici e dimenticandi,
come già ebbi modo di fare con alcuni dischi e luoghi fisici che mi mettevano ansia solo a riascoltarli/rivederli.
E poi, data la mia situazione attuale, mi sembrava simpatico, pur col rischio di procurarmi un attacco d'ansia, vedere questo film che mostra come due omuncoli si contendano, anche accapigliandosi in mezzo di strada, una gentile donzella alta solo 163 cm e pesante fino a 70 kg (almeno, questo è ciò che veniva dichiarato dal personaggio). Certo, se davvero aveva 70 kg distribuiti su un misero metro e sessantatré, direi che io in confronto sono un fuscello, pesando sette kg in meno ed elevandomi per sette centimetri in più.
Forse.
Comunque sia, era anche simpatico poter osservare l'estrema semplicità et agevolezza con cui la fortunata protagonista risolveva la questione cruciale della scelta fra l'uno e l'altro pretendente.
Insomma, te la spassi con uno, ma un altro all'apparenza nojoso e posato ti viene a dire che gli piaci alquanto, anche se sei una mezza imbranata, e te lo dice con la faccia di Colin Firth.
Scopri poi che quello con cui te la spassi è un mezzo stronzo che ha spezzato il cuore al povero cucciolo nojoso&posato favorendo la sua promozione allo status di alce.
Allora il tuo senso innato di crocerossina ti fa fare la scelta più opportuna: mandi al diavolo il mezzo stronzo e rincorri in mutande sotto la neve il povero cucciolo con la faccia di Colin Firth.
E tanti saluti a Hugh Grant.
Sì, è oggettivamente abbastanza semplice fare una scelta fra due personaggi di cui uno totalmente negativo (a parte forse nella sfera sessuale) e uno totalmente positivo (sperando che nella sfera sessuale non faccia rimpiangere l'altro).
Il buono tutto buono (e bello) e il cattivo tutto cattivo (e bello) (anche se a me personalmente Hugh Grant non mi piace) (meglio Cary, ma ho paura che sia un po' morto).
Alla faccia del pensiero dicotomico borderlàin.
No, Briggeggiòns, nella realtà non è così.
(nella realtà la donna contesa sceglierebbe sempre e comunque lo stronzo, per un'innata vocazione al masochismo, ma facciamo finta che non sia così e assecondiamo il film, come si fa coi grulli)
Nella realtà, dicevo, i due pretendenti si compensano vicendevolmente, per cui uno ti affascina con l'erudizione e col suo essere così dannatamente tuo omologo maschile, roba che nemmeno la Gioconda con Leonardo
(no, vabbè, non esageriamo),
e l'altro, che l'erudizione non ce l'ha e forse un po' la disprezza anche, non è comunque uno sciocco, e curiosamente non ti fa saltare i nervi quando dimentica (o aggiunge inopportunamente) qualche acca o qualche congiuntivo.
Per cui vorresti quasi invocare il diritto alla bigamia o alla clonazione, specie se non sei fottutamente avvezza ad attirare l'attenzione di più elementi validi nello stesso tempo.
In realtà, l'ideale sarebbe poter scegliere di non scegliere, magari facendo in modo di perdere entrambi i personaggi,
così da tagliare la testa al toro e salvaguardare l'amata e poco impegnativa foreveralone-itudine.
Nessun commento:
Posta un commento