30/08/12

Non piangete per me: sono già morta...


Credo di non essermi mai ammalata tanto come quest'anno. Batteri, funghi, virus. Mi mancano solo i protozoi e sono a posto.
Cerco di sdrammatizzare, ma in realtà il quadro è abbastanza drammatico,
e mi viene in mente Nanni in Caro Diario.
Più che altro mi pesa non potermi esprimere in casa, e dover fare il più possibile le cose di nascosto restando sul vago (- È la decima volta che vai dal dottore. Che ci vai a fare? - Ehm...controlli), visto che, sicuramente, se dicessi le cose come stanno, si salterebbe subito alle conclusioni sbagliate (mentre invece basterebbe ragionare un attimo per vedere la situazione in un'ottica meno socialmente riprovevole, ma qui ti considerano male già se convivi per anni senza deciderti a sposarti, sicché figuriamoci) e sicuramente verrei considerata alla stregua di mio fratello (quello che c'ha ripudiato) e a quel punto si penserebbe di me il peggio possibile, anche se ritengo di avere, in determinati àmbiti, una condotta abbastanza scrupolosa se non paranoica (proprio in grazia del tacito terrorismo psicologico dei miei e della mia conseguente pantofobia).
Poi, vabbè, a parte il fatto che sono finita sotto tutti i punti di vista, e che questo è solo il naturale coronamento di un'esistenza di merda,
direi che a questo punto finirò come Antigone.
Poi, anche te, perché mi devi chiedere ogni giorno, anche più volte al giorno, come sto?
Mi innervosisce e la trovo una cosa inutile e, anche se in buonafede, petulante (un po' come chiedere siamo arrivati? siamo arrivati? siamo arrivati? per tutta la durata di un viaggio).
Lo so che denota interessamento e attenzione, ma mi irrita e mi indispone.
Oltretutto fa sì che ogni volta io mi concentri sul fatto che di miglioramenti, ora come ora, non se ne vedono, ed è una cosa che ci penso già da me a farla, per tutto il giorno, tranne forse quando dormo.
Per cui, non disturbarti.

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