05/11/12

La banalità

Leggo i soliti scritti sul solito sito che qui non nominerò,
e ci vedo tanta banalità, non solo in quelli che, purtroppo per loro, sono banali per natura,
ma anche in quelli che vogliono distinguersi dalla massa, e alla fine, guardandoli sinotticamente, non si distinguono nemmeno fra di loro.
Quindi non c'è il banale e il non-banale: c'è il banale dozzinale e il banale ricercato.
Il banale che non sa di esserlo (e fondamentalmente non si pone il problema) e il banale che pensa di non esserlo.
A me le persone mi stancano, tutte. Anche quelle che sono instabili, che sono acculturate, che scrivono correttamente, che apparentemente si distinguono, che possono insegnare qualcosa.
Non c'è originalità nemmeno nell'essere in qualche modo superiori.
Stanno lì, sempre a dire le stesse cose, a schifare le stesse cose, ad apprezzare le stesse cose.
Una casta, una combriccola.
Tutti a fare gli asociali barra disadattati, quando invece c'hanno più gente intorno di Briatore, e se la fanno anche garbare.
La vita in sé è banale.

Io mi sento circondata, e l'unico mezzo per difendermi è tenere lontani tutti, indistintamente.
Magari sono banale ricercata anch'io e non lo so.
Allora qualcuno me lo dica.

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