Spesso si dice che per togliersi dai coglioni una persona bisogna ignorarla, perché prima o poi si stuferà di assillarci e capirà l'antifona, mollando l'osso.
Questo metodo non funziona con tutti né funziona sempre, dipende un po' dalla persona che decide di ignorare, e dall'importanza che riveste (o che potrebbe rivestire) per l'ignorando.
Il buonsenso ci induce a pensare che, se interpelliamo una persona cento volte e questa ci fa la cortesia di dare segni di vita solo cinque volte (su cento), probabilmente sarà opportuno che in futuro lasciamo perdere questa persona, dato che ogni volta che ci degna è come se ci facesse un favore.
E non importa se qualche volta se ne esce con frasi tipo "sei stato spesso oggetto di formulazione di pensieri da parte mia" o "come scrivi/pensi/parli/suoni/dipingi/raccontibarzellette bene!".
Questi sono CONTENTINI, zuccherini, giusto per tenerci buoni in attesa di Godot.
C'è chi se ne rende conto in tempi ragionevoli e agisce di conseguenza,
e c'è chi invece passa diversi mesi a scervellarsi nel tentativo di strappare una parola, un segno di vita, un vaffanculo, una reazione, un riflesso condizionato, qualunque cosa,
a qualcuno che evidentemente non ha intenzione di manifestarsi.
Questo perché c'è chi fiuta l'aria e trae delle conclusioni accettandole come plausibili e non cercando conferme e c'è chi invece è rompiscatole e ha bisogno di sentirsi dire le cose, di avere dei feedback, di capire il perché delle cose e di avere spiegazioni.
Il fatto è che non è una cosa che si fa con tutti.
Se io vengo ignorata da Sempronio, mi immagino abbastanza agevolmente che sia perché non sono più particolarmente simpatica, e non sono più di particolare utilità a Sempronio.
Quindi, anche se mi girano un po' le scatole, mi metto in un angolo e cerco di non infastidire.
Se invece vengo ignorata da Caio, e non so il motivo, o non mi viene fatto capire, è più difficile che me ne stia in disparte senza disturbare.
Probabilmente, se infastidissi Sempronio, mi sentirei dire "Senti, ti sei comportata così e cosà, lasciami in pace";
ma quando invece mi rivolgo a Caio non succede niente.
Non c'è verso.
Ho detto tutto e il contrario di tutto, ho ripetuto le stesse cose svariate volte, ho fatto mille tentativi, ho monologato come una stupida la quasi totalità delle volte, mi sono scervellata, ho corretto il tiro infinite volte, ho cercato di inventarmi cose nuove, ho sparato tutte le cartucce e anche di più.
Niente, zero risultati, ma ciò che per molti è chiaro ed evidente, per me non lo è.
Mi servono feedback, mi devo sentir dire "Senti, abbozzala, mi hai stufato", altrimenti io continuo.
I messaggi contraddittori non mi aiutano.
A me piace la chiarezza.
Però alla lunga è frustrante, e non lo so mica più se valga la pena rivolgersi a qualcuno che il 99% delle volte non reagisce e che non dà certezze.
Cosa sei, DIO?, ché tutti lo pregano senza ottenere riscontri e poi occasionalmente si manifesta per tenersi buoni i fedeli?
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