24/03/13

PenZieri

Chissà se, almeno a luglio (o giugno, quando sarà) mi farai la cortesia (non saprei come altro definirla, a questo punto, ripensando alle uscite sotto una luce diversa - la luce della mera cortesia, appunto)
di accompagnarmi a vedere quel concerto classico di cui si parlò tempo fa come di uno spettacolo immerso in una location bucolica e sognante (i campi di girasoli, l'abbazia scoperchiata e illuminata, le file di auto parcheggiate).
Naturalmente offrirei io, ma magari insisteresti per pagare almeno la tua parte, e io ti direi che, no, non fa niente, perché mi fa piacere offrirti qualcosa, e perché già ti sei scomodato per venire fin qui, e quindi non voglio farti anche pagare il biglietto, e allora mi diresti che dalle tue parti le persone non fanno di queste cose una questione di principio (ad esempio del fatto che l'uomo debba sempre pagare etc), e quindi accetteresti tranquillamente.

E io sarei nel mio bucolico abituccio giallo svolazzante (per confondermi fra i girasoli).


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