16/09/12

Mi preoccupo

...perché sono quasi a metà di война и мир,
perché sto leggendo troppo veloce e ho paura di non ricordarmi più nulla,
perché Lev qualche volta si ripete, e qualche volta presenta alcuni personaggi come se il lettore non li avesse mai incontrati prima (e questo mi irrita, perché me lo immagino, Tolstoj, che sta lì a parlarmi dei personaggi con condiscendenza, come se io fossi una rincoglionita. Ehi, adesso entra in scena Julie. Ti ricordi di Julie? Quella aaalta, bionda, coi capelli raccolti dietro, col trench grigio, col 42 di piede... sua matre organizza le feste),
perché ci resto male quando qualche vicenda non si conclude come avrei voluto,
perché un personaggio che inizialmente mi sta sui coglioni, dopo duecento pagine mi sta quasi a cuore,
perché mi ritrovo in molti stati d'animo che pervadono i vari personaggi,
perché la bibliotekaria (che già mi consegnò il primo tomo col sorrisino, come a dire Non lo finirai mai), non ci crederà quando le riporterò indietro il volume per prendere il secondo, e penserà che io li tenga lì un po' di giorni per fare la grossa;

perché ho visto due minuti di война и мир con Henry Fonda e Audrey Hepburn e Henry Fonda è troppo magro per fare Pierre e la Hepburn è troppo poco ragazzina,

perché a me questi libri mi illudono sempre che esistano davvero individui di sesso maschile capaci di far decidere al caso, tipo testa o croce, se una che vedono per la prima volta sarà loro moglie,
come in Anna Karenina (dev'essere una fissa di Tolstoj), quando Vronskij (Boromir, buttalo via) dice "Ecco, se, mentre se ne va, si gira dalla mia parte, la sposo".

E invece non è vero un cazzo: il romanticismo (inteso come sentimentalismo) è morto, i giovani non si danno del voi, non ci sono promesse di matrimonio, non si rimane più colpiti dall'intelligenza (quando c'è) di una persona, non si avvampa più, non si va al fronte con la sicurezza che qualcuno ci aspetta con devozione.

1 commento:

  1. Ehy! Vacci piano! Io mi avvampo ancora! Tolstoj nel bene e nel male, e prima e dopo la sua "illuminazione", non so perchè, mi piace e lo considero un genio. Nonostante, con un pizzico di lucida follia abbia criticato, nel periodo illuminato, quasi tutto ciò che è arte, tra cui i suoi scritti. Che sono dei gran pezzi.
    Ma Guerra e pace, non ho ancora avuto il coraggio di leggerlo. E, sinceramente, non so se lo troverò mai.
    Chepeau.

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