14/09/12

Senza quelsocialnetuorclà dove esprEmermi in centoquaranta caratteri,
senza alcun interlocutore privilegiato da ammorbare con le mie paranoje,
senza nessuno nel raggio di cinquanta km che possa dirmi Ah, sei triste? Passo da te e ti porto un po' fuori,
perché ho un solo conoscente che potrebbe farlo e che abita a un cinquecento metri ma quest'unico conoscente è pusillanime e non desidera contribuire al miglioramento della mia vit'asociale,
ho perso il filo.
Sì, insomma, posso dare libero sfogo alle mie doglianze che tanto non le legge nessuno, perché fino a due anni fa ero divertente e tutto, mentre adesso sono una cretina che resta in attesa sempiterna di qualcosa, e a me il deserto dei tartari non m'era nemmeno piaciuto particolarmente.


Anche se il work che faccio io non è quello produttivo e positivo ma è solo un continuo rimestio di pensieri, sempre quelli, sempre quelli, sempre quelli,
di stati d'animo abbinati a ciascun momento della giornata e che vanno dall'ansia alla tristezza

e non mi va di finire questo post, cia'.


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